IL LIBRO DEL MESE: APRILE 2024

TUTTA LA VITA CHE RESTA di ROBERTA RECCHIA ED. RIZZOLI

libreria bonturi libro del mese aprile 2024

Tutta la vita che resta è un romanzo prezioso e dolcissimo, doloroso, accogliente, intimo e corale, che esplora i meccanismi della vergogna e del lutto, ma soprattutto dell’affetto e della cura, e li fa emergere con una delicatezza sapiente, capace di incantare e sorprendere.

Uno strappo che sembrava impossibile da ricucire, una famiglia che nel corso degli anni ritrova la strada nella forza dei legami. Ci sono libri che ti entrano dentro, che ti accompagnano per mano nella vita di tutti i giorni. È ciò che succede con l’esordio magnetico di Roberta Recchia, una storia da cui non ci si stacca, con protagonisti vivi, autentici. Come Marisa e Stelvio Ansaldo, che nella Roma degli anni Cinquanta si innamorano nella bottega del sor Ettore, il padre di lei. La loro è una di quelle famiglie dei film d’amore in bianco e nero, fino a quando, anni dopo, l’adorata figlia sedicenne Betta – bellissima e intraprendente – viene uccisa sul litorale laziale, e tutti perdono il proprio centro. Quell’affetto e quella complicità reciproca non ci sono più, solo la pena per la figlia persa per sempre. Nessuno sa, però, che insieme a Betta sulla spiaggia c’era sua cugina Miriam, al contrario timida e introversa, anche lei vittima di un’indicibile violenza. Sullo sfondo di un’indagine rallentata da omissioni e pregiudizi verso un’adolescente che affrontava la vita con tutta l’esuberanza della sua età, Marisa e Miriam devono confrontarsi con il peso quotidiano della propria tragedia. Il segreto di quella notte diventa un macigno per Miriam fin quando – ormai al limite – l’incontro con Leo, un giovane di borgata, porta una luce inaspettata: l’inizio di un amore che fa breccia dove nessuno ha osato guardare.

La nostra recensione: 

Dice bene l’aletta di copertina di Tutta la vita che resta«Ci sono libri che ti entrano dentro, che ti accompagnano per mano nella vita di tutti i giorni». I primi personaggi che incontriamo, nelle prime pagine del romanzo, sono Marisa e Stelvio Ansaldo. È l’estate del 1980, nella casa sul litorale laziale dove Marisa e Stelvio sono soliti trascorrere le vacanze insieme con la figlia Betta, sedici anni di bellezza, gioia e intraprendenza. I genitori si erano conosciuti e innamorati nella Roma degli anni Cinquanta, un amore affatto scontato a quei tempi, che lottò e vinse contro lo stigma della vergogna, contro i pettegolezzi crudeli che corrono di bocca in bocca per buona pace dei benpensanti. Un amore che nacque da un altro amore, quello del padre di Marisa, Ettore Balestrieri, uomo di buon carattere che aveva investito la vita nella bottega di alimentari con l’aiuto della moglie Letizia; «al suo negozio ci venivano pure da lontano, sapevano che dal sor Ettore c’era solo roba di prima qualità». Una sera Ettore disse alla figlia in lacrime (lasciamo a voi scoprire il perché, se vorrete), a proposito di un giovanotto, Stelvio, che consegnava il pane in negozio: «Quel ragazzo ti si mangia con gli occhi. Non te ne sei mai accorta perché è un giovanotto rispettoso. Da padre ho fatto finta di niente, dal momento che è garbato. Se sei bella, del resto, mica è colpa sua».Marisa e Stelvio disegneranno il loro futuro e la loro famiglia nel tempo che Roberta Recchia si prende per narrarci la costruzione di un amore coniugale fino alla nascita, e alla morte, della loro giovanissima figlia. Sarà proprio e purtroppo quell’estate del 1980 a segnare indelebilmente un prima e un dopo, la vita di prima e la vita dopo, lo splendore della luce negli occhi di Betta e la notte infinita che la inghiottirà con indicibile violenza su quella spiaggia del litorale laziale teatro di oscena disumanità, quella stessa notte a cui sopravvivrà invece la coetanea cugina Miriam, vittima innocente pure lei, ragazza nel pieno della vita adulta nascente cui toccherà il peso, il senso di colpa, il segreto di un orrore. Un orrore feroce e imperdonabile, pagina di odierna cronaca nera, fenomenologia di tempi malati e deviati su cui indagheranno poco e male le forze dell’ordine, che toglierà il respiro e il sonno e la fame a Marisa e a Stelvio, che costringerà nel silenzio e nella finzione Miriam, sull’orlo di un altro abisso, quello della rinuncia alla vita. Sarà tuttavia la dimensione della cura, in una delle svolte della vita e della speranza che ci regala Roberta Recchia, a tracciare un’inaspettata via di salvezza. Sarà un altro amore affatto scontato a disegnare un nuovo futuro per mano di altri due personaggi commoventi nella loro disperazione ai margini della buona società, Leo e Corallina, fratello e sorella provati dalla vita dura, a tratti ingrata, dimenticati dalla buona sorte eppure capaci di umanità grandiosa e salvifica, che è poi cuore pulsante di tutta questa storia che attraversa generazioni e pregiudizi, che parla all’universo delle nostre vite normali e che la scrittrice ci racconta con straordinario e delicato tocco narrativo.

 Roberta Recchia: Tutta la vita che resta ed. Rizzoli

 

 

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